NOTA: questo articolo è stato pubblicato 1 anno 23 giorni fà, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere aggiornate. Interessante iniziativa della FLC CGIL (Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL) che ripropone in un documento alcune lettere dei condannati a morte e giustiziati da tedeschi e fascisti, per non dimenticare i partigiani e i combattenti antifascisti, che liberarono l’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista e resero possibile il 25 aprile.
Erano giovani, studenti, operai, professori e donne quelli che lasciarono la vita sul campo per l’Italia e per la libertà.
Ecco una lettera estratta dal documento porposto da FLC CGIL:
Albino Abico, 24 anni, fucilato nell’agosto del 1944
Carissimi, mamma, papà, fratello sorella e compagni tutti,
mi trovo senz’altro a breve distanza dall’esecuzione.
Mi sento però calmo e muoio sereno e con l’animo tranquillo.
Contento di morire per la nostra causa: il comunismo e per la nostra cara e bella Italia.Il sole risplenderà su noi “domani” perché tutti riconosceranno che nulla di male abbiamo fatto noi.
Voi siate forti come lo sono io e non disperate.
Voglio che voi siate fieri ed orgogliosi del vostro Albino che sempre vi ha voluto bene.
“Ma chi come noi, come i lavoratori, i pensionati, i precari sta subendo i colpi di una crisi provocata dall’avidità di pochi e dall’asservimento della politica a quei pochi, a quei valori ha bisogno di richiamarsi per ritrovare anche nella storia collettiva una scossa, un invito alla fiducia e uno stimolo anche all’impegno personale.”
Scarica il documento 25 aprile una lezione da non dimenticare
Fonte 25 aprile. Una lezione da non dimenticare
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