Tratto da L' umanità dell' internet di Giancarlo Livraghi :
...vorrei spiegare perché sono convinto che “internet” si scrive con la “i” minuscola e con l’apostrofo; e che la world wide web non è una ragnatela.
Cominciamo con la ragnatela. Sembra incredibile, ma ancora oggi molti sembrano convinti che la rete sia un sistema centralizzato. Perfino in libri “seri” sull’argomento ho letto affermazioni come questa: «Se è una grande ragnatela ci dev’essere un grande ragno».
Una visione che rivela un atteggiamento sbagliato e pericoloso: un misto di paura e di sperata prevaricazione. Il timore di cadere nelle grinfie di un mostro sconosciuto; o la tentazione di essere il ragno, di impadronirsi della tela per poter catturare vittime ignare. In realtà non c’è alcun ragno e non c’è un unico “centro” del sistema. La struttura dell’internet (e perciò della world wide web) non somiglia affatto a una ragnatela. È fatta così:
Se immaginiamo ogni punto in questo disegno non come un nodo di connessione, ma come una persona o un gruppo di persone (impresa o organizzazione di qualsiasi specie) abbiamo, mi sembra, un’idea chiara e immediata di un sistema in cui tutti comunicano con tutti, in cui ogni messaggio può trovare un percorso diverso secondo la situazione, e in cui, soprattutto, non c’è un “punto centrale”.
Credo che si sia qualcosa di sbagliato nella diffusa abitudine di scrivere “Internet” con la “I” maiuscola a di trattare la parola come se fosse un “nome proprio”.
Se qualcuno scrivesse «parlo via Telefono» o «ho visto su Biblioteca» o «guardo Televisione» o «sono in Giornale» o «scrivo con Posta» sarebbe preso per semianalfabeta o tonto. Perché non ci accorgiamo che è altrettanto assurdo usare in questo modo la parola “internet”?
Insomma... se scrivo “l’internet” con la “i“ minuscola non è per sminuire la rete. Al contrario, è per rifletterne l’infinita varietà. Se diciamo “la radio”, “il telefono”, “la posta”, “il giornale”, “il dialogo”, “la comunicazione”... mi sembra giusto dire e scrivere “l’internet”. Se tutti lo facessero, questo uso della lingua potrebbe aiutarci a capire meglio di che cosa si tratta. E a vedere la rete con meno diffidenza e più simpatia.Ogni tanto qualcuno mi chiede: “internet” è maschile o femminile? La risposta mi sembra ovvia... net, “rete”, femminile. E ci sono anche motivi filosofici, strutturali, pratici e affettivi per cui penso che “la rete è femmina”. Per lo stesso motivo è femminile web
Ci sono cose bizzarre. Per esempio è diffusa l’abitudine di dire URL al femminile (si tratta dell’Uniform Resource Locator, in parole povere un indirizzo web). Mi sembra evidente che un “localizzatore” (o un “indirizzo“) sia maschile. Quando si tratta di GIF o JPEG, cioè “immagini”, succede un po’ di tutto... ma molti (come me) usano il femminile.
Chat (chiacchiera) è femminile: su questo sembra che siamo quasi tutti d’accordo. Così anche e-mail (“posta elettronica”). Potrei fare altri esempi, ma mi fermo qui. Credo che capire bene il senso delle parole sia importante; ma il “rigore grammaticale” lo è molto meno. Perciò non mi sembra preoccupante se si fa un po’ di confusione sui “generi”. L’importante è che si capisca di che cosa stiamo parlando.
L' intero testo del libro è online.
Fonte L’umanità dell’internet di Giancarlo Livraghi
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20 Settembre 2008 alle 21:59
Interessante articolo di un interessnte blog, peccato che Tu bbia troppi Byte in home page, non si apre mai: perchè tutti quei bottoni? Hai paura forse che qualcuno ti clicchi sulla pubblicità e allora gli dai altre opzioni? ………
20 Settembre 2008 alle 22:41
Ciao,
nulla a che vedere con click e pubblicità…
Grazie della segnalazione.
21 Settembre 2008 alle 11:48
Bell’articolo, non sono del tutto d’accordo su quanto dici della rete però. E’ vero che non ci sono, in teoria, punti principali, accentratori o cose di questo tipo, è altrettanto vero però che esistono le dorsali oceaniche, ISP e DNS, tutti nodi nevralgici del sistema, che se venissero meno sicuramente porterebbero ad un accesso più limitato alla rete, o quantomeno rallentamenti non da poco. Già ora si dice che le dorsali facciano fatica a sostenere il traffico di utenti in continua crescita. Per fare un esempio concreto, se venissero meno le dorsali oceaniche, probabilmente ogni continente rimarrebbe isolato dagli altri. Visto che i principali DNS e ISP esistenti sono americani tra l’altro credo che in europa avremmo quache problema in più.
A parte queste considerazioni resta vero quello che affermi tu. Ciao!
21 Settembre 2008 alle 12:28
@ Gabriele
L’ articolo non è farina del mio sacco, ma sono affermazioni tratte dal libro L’umanità dell’internet di Giancarlo Livraghi