NOTA: questo articolo è stato pubblicato 5 anni 3 mesi 27 giorni fà, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere aggiornate. Anche se c’è il copyright, si può scaricare lo stesso. Purché non si
faccia a fini di lucro. Lo ha stabilito la III sezione penale
Cassazione con una sentenza destinata a far discutere (è la numero
149/2007) con cui ha accolto il ricorso presentato da due studenti
torinesi, condannati in appello ad una pena detentiva, sostituita da
un’ammenda, per avere “duplicato abusivamente e distribuito” programmi
illecitamente duplicati, giochi per psx, video cd e film,
“immagazzinandoli” su un server del tipo Ftp (File transfer protocol)
“dal quale potevano essere scaricati da utenti abilitati all’accesso
tramite un codice identificativo e relativa password”.
Una sentenza che fa discutere, anche se si riferisce a un caso
precedente alla legge del 2004 sul diritto d’autore. La cosiddetta
legge Urbani rende invece lo scaricamento di file protetti da copyright
un diritto amministrativo e la loro condivisione un reato penale.
A tal proposito, Enzo Mazza, Presidente della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), nota come ‘la sentenza della III Sezione della Cassazione che e’ stata ripresa dagli organi di stampa con il titolo ‘Scaricare non e’ reato’ si riferisce in realta’ a un caso antecedente l’attuale normativa, in vigore dal 2004, che invece stabilisce la punibilita’ penale per lo scambio di file illegali e che punisce con una sanzione amministrativa di 154 Euro chi invece si limita a scaricare una canzone abusivamente. Non si tratta, pertanto, di una decisione che modifica l’attuale legislazione in vigore’.
studio celentano.it
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