NOTA: questo articolo è stato pubblicato 5 anni 4 mesi 26 giorni fà, quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere aggiornate. Un regolamento interno per l’uso da parte dei lavoratori di internet ed e-mail aziendale.
Con l’esplicito divieto di utilizzo degli elaboratori per fini privati e l’avviso che il datore di lavoro si riserva controlli mirati a scoprire utilizzi scorretti. È questa la soluzione provvisoria per disciplinare la privacy dei lavoratori indicata da Giuseppe Chiaravalloti, componente del garante della privacy, in attesa del varo del codice deontologico da parte dell’autorità .
Per internet si prevede il divieto di navigare in siti non attinenti alle mansioni affidate e soprattutto in siti che possono rivelare opinioni politiche, religiose o sindacali del dipendente. Altri divieti sono quelli di effettuare transazioni finanziarie personali o acquisti on-line, scaricare software gratuiti senza autorizzazione, registrarsi a siti i cui contenuti non siano collegati all’attività lavorativa. Interdetta è anche la partecipazione, per motivi non professionali, a forum, utilizzare chat line, registrarsi in guest book anche utilizzando pseudonimi, memorizzare documenti informatici di natura oltraggiosa o discriminatori.
Per la posta elettronica il regolamento aziendale tipo prevede il divieto di utilizzo per motivi non attinenti lo svolgimento delle mansioni affidate e il divieto di inviare o memorizzare messaggi di natura oltraggiosa o discriminatoria. Inoltre la posta elettronica diretta all’esterno non deve essere utilizzata per inviare documenti di lavoro «strettamente riservati»: la rete informatica aziendale, infatti, può essere intercettata da estranei.
Infine anche per la posta elettronica deve rispettare la gerarchia aziendale e, pertanto, ogni comunicazione che abbia contenuti rilevanti o contenga l’assunzione di impegni deve essere visionata o autorizzata dal responsabile dell’ufficio.
————————————————
Condividi l’articolo con i tuoi amici…
|
|
|

